In occasione del Festival di letteratura “Chiavi di Lettura” a Chivasso, le classi 1A e 1B del Liceo Newton, indirizzo Liceo Classico della Comunicazione, hanno partecipato all’incontro al Palalancia con Pietro Grasso, ex magistrato, procuratore nazionale dell’antimafia e poi presidente del Senato della Repubblica.
L’incontro con Pietro Grasso è stato molto più di una semplice testimonianza: è stato un viaggio dentro la storia della lotta alla mafia, ma anche una riflessione profonda sul coraggio, sulla legalità e sulle scelte che ognuno di noi è chiamato a fare. Pietro Grasso da anni racconta ai ragazzi la necessità di conoscere e combattere il fenomeno mafioso ed è stato in grado di coinvolgere immediatamente gli studenti delle scuole, anche i più giovani, partendo dalla lettura di una graphic novel ispirata alla sua biografia: “Tu da che parte stai? Tutti siamo chiamati a scegliere”.
Durante l’incontro, Grasso ha raccontato la brutalità della mafia attraverso episodi drammatici che hanno segnato la storia italiana, come l’omicidio di Placido Rizzotto, testimoniato indirettamente da un giovane pastore, e quello di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia.
Uno dei passaggi centrali della sua carriera è stato il ruolo di giudice a latere nel Maxiprocesso di Palermo contro “Cosa Nostra”, accanto a figure simbolo come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ha descritto come “eroi normali”, persone comuni con una straordinaria forza morale.
Pietro Grasso ha insistito su un concetto fondamentale: per essere utili alla società bisogna studiare e impegnarsi e il peso delle scelte individuali è importante perché la legalità è una scelta quotidiana. Il Maxiprocesso si concluse con numerosi ergastoli per i mafiosi, dimostrando che lo Stato può vincere quando agisce con determinazione. Il suo messaggio ai giovani è chiaro: partecipare alla vita politica, anche attraverso il voto, rispettare le regole e ricordare che la libertà di ciascuno finisce dove inizia quella degli altri. E soprattutto "bisogna scegliere da che parte stare, perché la mafia favorisce pochi e toglie diritti a molti. Non è una scorciatoia, ma un vicolo cieco".